Tema

Costituzione

lunedì 23 Febbraio 2026

Riforma costituzionale e referendum. Considerazioni di un giurista pratico

La riforma Nordio non risolve i problemi della Giustizia, ma al contrario introduce elementi pericolosi nell’ordinamento e nell’equilibrio dei poteri a favore dell’esecutivo. Viene messo in discussione il corretto e imparziale esercizio dell’attività giudiziaria, irrinunciabile garanzia per la salvaguardia del principio costituzionale di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Grave, oltre alle considerazioni sul sorteggio dei componenti del nuovo Csm, sdoppiato, il mutamento del procedimento disciplinare che da amministrativo diventa giudiziario e viene rimesso alla competenza di un giudice speciale, in violazione dell’art 102 della Costituzione. Si tratta in realtà di un progetto contro la magistratura, in linea con i numerosi tentativi di delegittimazione degli ultimi 30 anni. Ed è palese l’insofferenza del governo verso il controllo giurisdizionale

martedì 17 Febbraio 2026

Referendum, le voci del NO si alzano in tutto il Paese. La tappa di Lenola

Iniziativa riuscitissima nella città di Pietro Ingrao. In una sala stracolma si è discusso delle ragioni che portano a respingere la “riforma” della magistratrura. I Padri e le Madri costituenti, seppure di diversa appartenenza politica, hanno saputo ritrovarsi nella scrittura della Carta fondamentale della Repubblica Italiana garantendo la separazione dei poteri, e a distanza di ottant’anni tutti gli interventi hanno concluso con un unico, unanime appello: andare e invitare a votare NO

lunedì 19 Gennaio 2026

Votare No al referendum per difendere i diritti dei cittadini

La riforma varata dal governo Meloni non è stata pensata per risolvere i problemi del funzionamento della giustizia in Italia. E non c’entra nulla neppure la separazione delle carriere dei magistrati. Il vero obiettivo di questa revisione costituzionale è un riequilibrio dei poteri in favore dell’esecutivo. Il referendum riguarda dunque tutti perché è in gioco il valore sancito nella Carta dell’eguaglianza davanti alla legge

lunedì 12 Gennaio 2026

Votare NO per difendere la democrazia. Al via la campagna referendaria

Debutto partecipatissimo del Comitato per il NO al referendum costituito da associazioni della società civile e personalità della cultura e della scienza. All’assemblea del 10 gennaio sono intervenuti anche i leader dei partiti di opposizione che non fanno parte del Comitato, ma appoggiano attivamente la campagna nazionale. Dal Centro Congressi Frentani il messaggio ai cittadini. Il presidente nazionale ANPI, Gianfranco Pagliarulo, ha spiegato tutte le ragioni del NO. La legge Nordio non migliora la giustizia in Italia, è scritta per tutelare gli esponenti del governo da indagini giudiziarie, indebilisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e mette in mora il principio costituzionale della divisione dei poteri: “In sostanza viene messo in discussione lo stato di diritto”

lunedì 15 Dicembre 2025

I buoni motivi per votare No al referendum sui magistrati e la vera essenza della riforma

Le norme introdotte dal governo vengono presentate nella propaganda come soluzione per rendere il processo più trasparente e veloce, ma è un falso. In realtà l’elemento fondamentale che entra in gioco è l’equilibrio dei poteri dello Stato. Se si volessero davvero velocizzare i procedimenti in tribunale, si dovrebbero adottare ben altri strumenti, come la depenalizzazione dei “reati da cortile”. E non a caso preoccupano al contempo le misure approvate in materia di ordine pubblico. Intervento al convegno “Separazione delle carriere e Legge sicurezza: è questa la giustizia della Costituzione?” organizzato dall’Associazione nazionale dei partigiani

martedì 9 Dicembre 2025

Questa è “l’Europa che vorremmo”

Il Manifesto di Ventotene, che al confino nel 1941 scrissero gli antifascisti Spinelli, Rossi e Colorni, immaginando una unitaria federazione europea, parlava di pace, libertà, solidarietà. Una giornata di studi all’Università di Messina, con Anpi e illustri personalità, ha affrontato le questioni cardine per non buttare al vento i pilastri dei valori e degli intenti del grande progetto democratico fondativo della UE. E contrastare la dilagante campagna delle destre nazionaliste che vorrebbero minarne le basi in un momento drammatico di riarmo e corsa alla guerra

domenica 2 Novembre 2025

Riforma della Giustizia e decreti Sicurezza: dalla democrazia costituzionale allo stato penale?

Il progetto di modifica della Costituzione ha preso il via negli anni Novanta. Oggi stiamo vivendo la tappa finale con la riforma della Giustizia, sbrigativamente definita come riforma per la separazione delle carriere. Il testo è stato approvato in Senato in quarta lettura, con un iter parlamentare senza alcuna possibilità di emendamenti, fatto che non ha precedenti nella storia delle riforme costituzionali. Ora la legge sarà al vaglio del referendum, previsto per la prossima primavera, che essendo una consultazione costituzionale non prevede quorum. Ecco i motivi per opporsi a questo stravolgimento degli assetti democratici

mercoledì 8 Ottobre 2025

L’hate speech antisemita ai tempi di Trump e di Meloni

In Parlamento sono stati presentati tre disegni di legge contro l’antisemitismo. Partendo dalla (discussa) definizione dell’International Holocaust Remember Alliance, per la prima volta il nostro ordinamento si doterebbe di una disciplina di protezione speciale per i discorsi d’odio diretti contro gli ebrei. Dietro il lodevole intento di combattere le forme di intolleranza, si cela una insidiosa minaccia alle libertà costituzionali e una equiparazione con l’antisionismo, che appartiene invece al campo della critica politica. C’è quindi anche il rischio concreto che la battaglia contro la discriminazione venga utilizzata come giustificazione di ciò che viene fatto dal governo di Israele, azioni criminali sottratte a ogni giudizio etico

venerdì 8 Agosto 2025

Quanto vale l’astensione? È ora di ripensare il sistema del voto

Si può dare uno stop alla caduta verticale della partecipazione alle urne? Comprensibile la sfiducia nella politica, soprattutto per generazioni cresciute nella precarietà e deluse dall’assenza di risposte da parte dei vari governi, ma poi ciò che conta e pesa sul futuro di tutti è il risultato. Ecco perciò qualche provocazione. Se si verificasse che per cinque anni non è stata utilizzata la tessera elettorale, perché non sospenderla per i successivi cinque anni? Nell’epoca della connessione continua e generalizzata, se si sceglie di andare a votare senza essersi informati, allora perché quei voti devono valere tanto quanto quello di chi va a votare essendosi prima informato? E poi chi lo ha detto che il voto deve essere solo una croce su un simbolo o un nome?

mercoledì 23 Luglio 2025

Quell’articolo sui Servizi segreti in una legge pericolosa per la sicurezza e la democrazia

Repressione del dissenso, colpevolizzazione della marginalità, elementi autoritari e “carcerocentrici”. Le critiche al D.L. Sicurezza, ora norma dello Stato, varato dal governo Meloni si sono moltiplicate ed è stata pressoché unanime la bocciatura di giuristi, magistrati, avvocati, professori universitari. Tante anche le proteste e le manifestazioni di piazza. Un’analisi del primo comma dell’articolo 31 che amplia il numero dei reati scriminabili per i quali i nostrani 007 sono diventati esenti da responsabilità penali. L’ampliamento delle scriminanti, inizialmente poco considerato nel contesto generale, è molto grave e pericoloso per l’assetto democratico della Repubblica

Periodico dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

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Come si assolve un Ministro dell’Interno

La decisione della Cassazione, che ha respinto il ricorso della Procura di Palermo sulla vicenda della nave Open Arms, è stata accolta con un coro unanime di soddisfazione. Ma è stata una buona sentenza? Per capirne a fondo i termini giuridici ricostruiamo i passaggi processuali e la cronologia dei fatti. Quello che è certo è che Salvini, allora al Viminale, non ha fatto il suo dovere, anche se in buona compagnia. L’Italia non era infatti il solo Paese obbligato a concedere il Pos (Place of Safety, Punto di Sbarco Sicuro). Tutta l’Europa non ne esce bene. Quella UE che si rimpallava il dovere di accogliere portava già in sé i germi della deriva xenofoba. Ma il vulnus più grave è l’aver ritenuta utilizzabile per le operazioni di salvataggio la zona Sar libica così da sentirsi autorizzati a non intervenire, ammettendo in linea di principio che i migranti debbano essere restituiti alla Libia. Rimandandoli nell’orrore

“Quando ricominciammo a vivere. Dalla storia alla street art”, lo speciale cartaceo di Patria 2026

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